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La storia di Diop Papadam, un uomo simbolo di integrazione costretto a migrare in Francia a causa del razzismo

Roma, 1 giugno 2022 – Nel 2022, in italia, succede ancora che le persone sono costrette a migrare per il razzismo che dilaga. La storia di Diop Papadam ne è la dimostrazione. Lui, 58 anni e una famiglia ben integrata nel tessuto sociale, si sono dovuti trasferire in Francia, stanchi si avere gli occhi perennemente puntati addosso a causa del colore della loro pelle.

La storia di Diop Papadam

Diop Papadam, sua moglie Ndella e i loro due figli di 8 e 6 anni vivono a Bolzano. Lui lavora alla Iveco, è un sindacalista militante e il primo delegato africano per lo stesso stabilimento. Volontario per la città, è anche autore di innumerevoli iniziative a favore dei migranti, e fondatore di una palestra popolare per i ragazzi della Don Bosco. Non solo: nella città ha anche portato il plogging-jogging e la raccolta dell’immondizia. Insomma: è un uomo ben integrato nel sistema sociale, conosciuto da tutti e adorato nei quartieri. Nonostante questo, però, gli episodi di razzismo, anche nei suoi confronti, non si sono mai placati. Tanto che Diop Papadam e la sua famiglia hanno deciso di migrare in Francia.

E’ stato proprio lui ad annunciarlo nei giorni scorsi alla stampa locale. “Sono stanco di andare in comune o in banca e di sentirmi sempre chiedere se ho il permesso di soggiorno. Vivo in Italia da vent’anni anni, da dieci a Bolzano, ho la cittadinanza italiana e mi nausea vedere quelli che dicono di non voler affittare agli stranieri e quelli che lo fanno speculando dando una stanzetta a 500 euro al mese”. Inutili i tentativi di amici, conoscenti, rappresentanti del mondo civile, partito politici in consiglio comunale di convincerlo a rimanere. “La mia famiglia è già a Grenoble, li raggiungerò”, ha infatti spiegato.

“La politica si riempie la bocca di belle parole ma poi non interviene duramente contro il razzismo. Chi discrimina deve essere punito altrimenti le cose non cambieranno mai. Viviamo cose che toccano nel profondo, che ledono la dignità, l’anima, l’identità di una persona“, ha aggiunto poi, sottolineando una dura realtà.

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